Origine del termine tarocco

Legge di Risonanza

Questa parola è al centro di una controversia famosa e cioè: l’origine del termine tarocco, è francese o italiana? 

Secondo gli storici Dummet e McLeod, il termine “tarocchi” compare per la prima volta in un inventario della corte di Ferrara nel dicembre del 1505. 

Thierry Depaulis ha però dimostrato che c’è una testimonianza del termine “taraux” in Francia nello stesso anno in un documento d’archivio riguardante un mastro cartaio insediato ad Avignone. 

Nel 1535, Rabelais riprende il termine apportando una leggera modifica ortografica, infatti nel Gargantua, “le taraud” figura nella lista dei giochi ai quali si dedica il gigante. 

Il termine “taraux” rimanda ad un gioco di carte comprendente una quinta serie di atouts. 

Piccola digressione: 

Il temine atouts indica quella serie di carte che oggi chiamiamo “arcani maggiori” che sono capaci di vincere su tutte le altre del gioco ed è apparso con il tarocco. 

Secondo Richelet, il sostantivo “taraux” veniva dal verbo “tarauter” che significa decorare il dorso delle carte con punti o figure geometriche affinchè non si possa vedere la superficie in trasparenza. 

Il verbo stesso deriva da un antico strumento chiamato “tarière” che serviva a fare dei fori nel muro.

Forse l’antenato del trapano. 

Nel XIX secolo, i movimenti esoterici proposero delle etimologie prese dall’ebraico.

Da una inversione del latino “rota” e ancora dai geroglifici egiziani. 

Esistono anche due etimologie derivate dall’arabo:

la prima è “taraka” che significa omettere, abbandonare, lasciare in riferimento allo scarto del gioco.

La seconda è “turuq” che significa “via”.

Farebbe riferimento sia alla struttura del gioco ( i quattro colori rappresenterebbero i quattro cammini concreti o simbolici), sia alla via conosciuta come mezzo di cammino spirituale che potrebbero avere una relazione diretta con l’invenzione di queste carte. 

Le ipotesi più verosimili rimandano alla “tare” in francese e “tara” in italiano che farebbe riferimento alla costituzione del “cane”, ossia lo scarto specifico del gioco del tarocco.

Sarebbero le carte che restano dopo la distribuzione ai giocatori e che vengono posizionate sul tavolo. 

Anche Camoin, durante le sue ricerche ha elaborato una sua teoria inerente all’origine del termine tarocco.

Secondo lui il vocabolo TARO ha un’etimologia ermetica.

È una sorta di gioco di parole che nasconde molti altri vocaboli come la parola latina ROTA o TORA, che erano già utilizzati 2000 anni fa.

ROTA dà TARO se invertiamo le sillabe.

A questa interpretazione ben conosciuta, occorre aggiungere che gli insegnamenti esoterici hanno descritto che il senso della ruota dello zodiaco s’inverte sul sentiero del discepolo.

Mi ricordo, che a tal proposito, Camoin diceva spesso che l’essere umano normale percorreva il sentiero dai pesci all’ariete.

Mentre il discepolo o chiunque volesse intraprendere il percorso evolutivo ed aspirare al cielo doveva percorrere tale sentiero al contrario cioè dall’ariete ai pesci.

Come vedi, l’etimologia è incerta, dunque l’origine del termine tarocco è davvero misteriosa.

La fonte è presa dalle ricerche di Marianne Costa, che insieme ad Alejandro Jodorowsky hanno influenzato il mio modo di concepire il Tarocco

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