Differenza tra tarologo e cartomante.

Bamboline che rappresentano la differenza tra tarologo e cartomante.

In questo post vorrei spiegare la differenza tra tarologo e cartomante. 

Sono entrata in contatto per la prima volta con il termine tarologia quando ho cominciato a leggere il libro “La via dei Tarocchi” di Jodorowsky.

Successivamente mi sono imbattuta di nuovo nel termine, quando ho intrapreso il percorso di formazione con la scuola di Philippe Camoin. 

Onestamente, all’inizio pensavo che il termine “tarologo” fosse un modo più carino e poetico per indicare il cartomante. 

Del resto, tutte e due le figure utilizzano lo stesso strumento, ossia le carte, e tutte e due le figure cercano di dare delle risposte alla persona che richiede un consulto. 

Quindi, dove sta la differenza? 

La differenza risiede nella filosofia di pensiero nell’utilizzo dei Tarocchi. 

Infatti, il termine “tarologia” è stato coniato da Alejandro Jodorowsky negli anni ‘80 per differenziare la propria pratica da quella della cartomanzia come “studio e interpretazione del Tarocco secondo un modo simbolico, allegorico e numerologico”. 

In pratica il tarologo non dovrebbe utilizzare i Tarocchi allo scopo di dare responsi divinatori ma dovrebbe aiutare la persona a fare luce sui blocchi emotivi. 

Per questo motivo, dovrebbe dare importanza assoluta all’evoluzione interiore del consultante.

Dovrebbe sapere che le risposte divinatorie, di fatto, non fanno evolvere per niente, anzi continuano ad alimentare il blocco. 

Ho usato il condizionale perché purtroppo mi sono accorta che anche le persone che utilizzano i Tarocchi al solo scopo divinatorio si fanno chiamare tarologi….

…forse perché tale termine effettivamente è più carino o forse per cavalcare l’onda della novità…non so! 

Del resto, non so da altre parti dell’Italia e del mondo, ma il termine cartomante, dalle mie parti è considerato, in sostanza, un dispregiativo.