Golden Dawn

Dal 1887, la fondazione segreta dell’Ordine Ermetico della Golden Dawn genera un’intera corrente occulta ispirata direttamente dagli autori francesi. 

Nel 1891, Arthur E. Waite entra nell’ordine e ne diventa il Gran Maestro nel 1903.  

Fa disegnare a Pamela Colman-Smith un gioco di tarocchi in cui le 78 carte sono illustrate da scene antropomorfe molto più leggibili rispetto alle carte tradizionali.  

Così nasce il Tarocco Rider Waite, che accompagnerà il suo libro “La chiave pittorica dei Tarocchi”. 

Questo gioco, in parte copiato dal tarocco Sola-Busca ma condito da diverse referenze magiche, alchemiche e rosacrociane, diventa il tarocco di riferimento del mondo anglosassone.

Questo, grazie alla grande leggibilità delle sue immagini. 

Faceva parte della Golden Dawn anche Aleister Crowley, ma se ne andò dopo poco tempo. 

Creò un gioco che chiamò “Il Tarocco di Toth” realizzato dall’artista Frieda Harris nel 1942. 

Qui di nuovo i riferimenti strettamente cristiani sono eliminati a favore di una mistica gnostica e individualista che preannuncia la New Age. 

Nel momento in cui la contro-cultura hippie dilagherà negli Stati Uniti negli anni ‘60, sceglierà ovviamente per oracolo i tarocchi occultisti e neo-cabalisti di Waite e Crowley. 

tarocchi toth
tarocchi raider waite

Un altro adepto della società segreta Golden Dawn, Paul Foster Case, una volta lasciato l’ordine, crea nel 1922 un movimento “Builders of the Adytum” e inventa anche lui un gioco di Tarocco occultista. 

E’ a lui che dobbiamo la prima teoria che tenta di riconciliare le origini cristiane e musulmane del gioco di carte con una fusione culturale di varie dottrine, in particolare cabalistica. 

Nel suo libro “the tarot: a key to the wisdom of the ages“, scrive a proposito dell’invenzione del Tarocco, che secondo una tradizione occulta la data veritiera dell’invenzione si aggira intorno all’anno 1200. 

Gli inventori erano un gruppo di adepti che si ritrovavano ad intervalli regolari nella città di Fez, in Marocco. 

Dopo la distruzione di Alessandria, Fez divenne la capitale scientifica e letteraria del mondo. 

Là provenienti da tutte le parti del globo, confluirono dei saggi che parlavano lingue diverse.  

Questo rendeva le loro conferenze difficili così ebbero l’idea di incarnare le loro dottrine più importanti in un libro di immagini.

Le combinazioni di tali immagini dipendevano dall’armonia occulta dei numeri. 

La teoria di Foster Case ha ispirato Alejandro Jodorowsky che ritiene che il Tarocco fosse una creazione volontaria dei rappresentanti delle 3 religioni monoteiste per superare le loro dispute teologiche. 

Questo sviluppo costituisce a tutti gli effetti una branca della storia del Tarocco. 

L’interpretazione occulta del Tarocco va bene all’interno del suo sistema, cioè in relazione con i giochi che il movimento occulto ha generato.  

Ma per quanto riguarda i Tarocchi di Marsiglia, la loro iconografia meno accessibile, più antiquata e più misteriosa ha per lungo tempo respinto il pubblico anglosassone. 

Ancora oggi la comunità anglosassone appassionata del Tarocchi di Marsiglia è minoritaria nonostante ci sia stata un’apertura grazie al lavoro di ricerca di Michael Dummet. 

Tuttavia, occorre notare che la corrispondenza che consiste nell’assimilare i 22 arcani maggiori alle 22 lettere ebraiche è dura a morire.

Eppure, l’evidenza dei fatti rende incompatibili l’iconografia del Tarocco di Marsiglia con lo studio tradizionale della cabala.