Cartomanzia

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Ma come si è evoluto il tarocco da gioco di società alla cartomanzia?

Tutto ha inizio da una visita di cortesia…

….un giorno del 1770, Antoine Court de Gèbelin un pastore di origine svizzera e in buona relazione con gli “enciclopedisti”, si reca a casa di Anne Catherine di Ligniville Helvetius, la moglie del filosofo Claude Adrien Helvetius che teneva un salotto frequentato da tutti gli autori dell’Enciclopedia.* 

Court de Gèbelin si era distinto per delle ricerche su quello che lui chiamava il Mondo primitivo, una sorta di età dorata dell’umanità destinata a fare chiarezza sul futuro dell’uomo.

Il suo approccio consisteva nel cercare delle corrispondenze simboliche basate, fra le altre cose, su cifre e lettere. 

Era anche un membro della massoneria. 

Da madame Helvetius, gli invitati erano immersi in una partita di tarocchi e accolsero il nuovo arrivato dicendogli che stavano facendo un gioco che lui sicuramente non conosceva.

Svelato il gioco gli fanno vedere le figure ritenute molto bizzarre e stravaganti. 

Questo episodio è presentato nell’ottavo volume della sua gigantesca opera, come una sorta di illuminazione in cui gli vengono rivelate le origini degli arcani maggiori.

La sua “rivelazione” sembra avere un successo immediato.

Egli formula, nella sua opera, una serie di credenze fondamentali a proposito delle prime origini del Tarocco…

…e cioè che si tratta di un libro portatore di una “conoscenza segreta” nascosta volontariamente sotto le parvenze di un semplice gioco. 

La tradizione interpretativa che è nata, ispirata in gran parte dalle teorie della massoneria, mescolata alle antichità egiziane, all’astrologia e ad una simbologia nascente, va a conoscere uno sviluppo straordinario proprio a cavallo del XX secolo. 

Qualche anno più tardi apparve un curioso personaggio, Jean-Babtiste Alliette nato nel 1738.

Sotto lo pseudonimo Etteila sviluppa formalmente ciò che si chiama inizialmente “cartonomanzia” che poi verrà semplificato in “cartomanzia”. 

La sua biografia non è chiara, per molto tempo si è ritenuto che fosse un parrucchiere ma una fonte che si trova presso la biblioteca nazionale di Francia lo presenta come mercante di stampe e professore di matematica. 

La lettura di Gèbelin lo ispira al punto che nel 1785 adatta il suo metodo all’interpretazione del Tarocco che si intitola “cartomanzia egiziana”. Si formano gli adepti e nel 1789 crea il proprio gioco di Tarocchi. 

I diversi oracoli di Etteila sono ancora utilizzati nel mondo della cartomanzia divinatoria. 

Per quanto riguarda la sua relazione con la massoneria, anche se sembra che non vi abbia aderito è indubbio che ne sia stato ispirato. 

L’altra grande figura della cartomanzia del XIX secolo è Marie-Anne Lenormand, nata nel 1772. 

Di lei si sa che era figlia di un mercante di tessuti ma che in giovane età rimase orfana e fu allevata dalle Benedettine. 

Sembra che avesse mostrato ben presto delle attitudini a predire il futuro. Fu anche una scrittrice e pubblicò i suoi libri sotto lo pseudonimo di “Sybille”. 

Malgrado i suoi detrattori e qualche episodio di imprigionamento, il suo credito presso il pubblico in generale e l’alta società andava crescendo al punto che divenne intima e forse anche la veggente designata dell’imperatrice Josephine. 

Al contrario di Etteila, non ha lasciato alcuna descrizione precisa dei suoi metodi di cartomanzia.

I suoi scritti ci informano solo che praticava la negromanzia cioè l’evocazione dei defunti a scopo divinatorio, la lettura dei fondi di caffè, la cenere e che utilizzava molto bene le comuni carte da gioco e anche i tarocchi.  

In compenso ha manifestato una totale indifferenza verso l’interpretazione egizia delle carte. 

Gli oracoli che portano il suo nome sono stati inventati dopo la sua morte, sulla scia della sua celebrità. 

Quindi, sembra che la pratica generalizzata della cartomanzia sia una creazione degli anni 1760-1770. 

La cartomanzia è da una parte una manipolazione della realtà attraverso il linguaggio.

Le carte sono considerate come un testo da interpretare a volontà.

Ma anche la persona che arriva per un consulto diventa oggetto di uno studio interpretativo.

I detrattori della cartomanzia parlano, giustamente, di “lettura fredda”.  

La tecnica consiste nel dire cose del tipo “vedo vicino a voi una persona cara deceduta o una persona nemica “e poi osservando le reazioni delle persone correggere e affinare a poco a poco la predizione. 

Dall’altra parte, si ritrova nella cartomanzia una mescolanza di improbabilità, di manicheismo* e di esagerazioni drammatiche che trionferanno presso il pubblico popolare nel XIX secolo con il melodramma e i romanzi d’appendice. 

Questa visione allarmista e spettacolare del destino si ancora alle nostre emozioni più profonde di terrore ed euforia ma anche di speranza e disperazione. 

Tutta una branca della cartomanzia prolifera facendo leva su queste emozioni estreme e queste paure viscerali, generando una reazione di paura molto malsana fra colui o colei che legge le carte e il/la consultante. 

Un’altra corrente spirituale influenzerà il Tarocco….

Enciclopedia: sono coloro che nel ‘700 hanno rappresentato il vertice della cultura europea. Ne facevano parte Voltaire, Diderot, Rousseau, Montesquieu ecc. 

Manicheismo: è una dottrina religiosa fondata nell’antica Persia nel terzo secolo d.C. Essa concepisce tutta la realtà come lotta perenne tra due principi opposti…es: il Bene e il Male.