Legge della differenza

Legge della differenza

La legge della differenza è fondamentale e nei codici segreti, la noteremo spesso. 

Questa legge esprime che nel Tarocco, tra due simboli simili, esiste comunque una differenza. 

È proprio studiando le differenze tra due cose simili che Camoin ha scoperto questa scienza segreta del Tarocco. Nel suo metodo, infatti, bisogna sempre cercare la differenza tra due simboli simili. 

Conviene cercare anche le differenze di significato, le differenze d’interpretazione e non solo le differenze nel disegno stesso. 

La legge della differenza assomiglia alla legge dell’inversione o dell’opposizione, ma l’approccio è diverso perché bisogna cercare ciò che è simile e non ciò che è opposto. 

All’inizio, bisogna trovare due simboli che sono simili o che esprimono un’idea comune. In seguito, bisogna cercare di trovare qual è la differenza tra i due simboli, perché è la differenza tra i due simboli che rivela un codice. 

Il bastone del Matto e dell’Eremita 

Nelle due carte c’è un simbolo in comune: il bastone rosso. 

Ci si potrebbe fermare qui e constatare semplicemente che questo simbolo collega le due carte. Ma se osserviamo meglio i due bastoni vediamo che portano una differenza significativa. 

Uno è dritto e orientato in diagonale e l’altro è ritorto e posizionato in verticale. 

Mi ricordo che quando Camoin confrontava i due bastoni era venuto fuori di tutto…anche delle idee veramente insolite… 

Sul piano esoterico, il bastone dell’Eremita assomiglia ad un serpente e dunque anche alla lettera S, mentre il bastone del matto è dritto come una I. Associando i due bastoni, ottengo il codice IS che permette di mettere in evidenza la relazione con la dea egizia ISIS. 
Questo significa che questa divinità ha un ruolo essenziale nel Tarocco di Marsiglia. 

L’aquila dell’Imperatore e dell’Imperatrice 

Osservando bene le due aquile, si nota che sono molto differenti: 

  • Le loro teste sono girate in direzioni diverse 
  • Un’aquila ha un uovo e l’altra no 
  • Una punta le ali verso il cielo e l’altra verso terra 
  • Un’aquila è a terra e l’altra è a metà della carta 
  • Una è nella parte a sinistra della carta mentre l’altra è a destra 
  • Un’aquila guarda davanti e l’altra guarda dietro 

Tutti questi dettagli ci sono per una ragione ben precisa, presentano delle differenze che hanno un significato. Per esempio, le ali orientate verso il cielo e verso la terra nascondono un codice dualista terrestre-celeste. 

Molti ricercatori pensavano che si trattasse della stessa aquila e che era solo un simbolo su un blasone. Tuttavia se una delle due aquile ha un uovo se ne deduce che una delle due è una femmina e l’altra è un maschio. Si può notare anche che c’è l’idea della coppia di aquile e non solamente l’idea della stessa aquila rappresentata nelle due carte. 

In questo modo si può dimostrare che una coppia di aquile è associata alla coppia Imperatrice-Imperatore. Questo cambia tutto perché le due aquile diventano viventi e non fanno più parte semplicemente di uno stemma. 

Questo ci dice anche che c’è una parte animale per ognuno dei membri della coppia imperiale e dunque si può dedurre che l’aquila rappresenta la parte animale dell’essere umano. 

Questa divisione riporta alla dualità “personalità-anima”, che è simboleggiata qui per l’opposizione tra “animale” ed “essere umano”. L’animale evoca la parte inferiore dell’essere umano, la personalità. 

Quindi le due aquile che sono simile solo per il colore e per il fatto di essere due aquile sono piene di differenze. Queste differenze obbediscono alla legge della differenza. Questo principio della differenza o apparente imperfezione, si ritrova nell’arte sacra che non è mai stata simmetrica. Infatti c’è sempre una differenza o “un’imperfezione” che è stata messa volontariamente. 

Nel Tarocco di Marsiglia tutte le differenze nascondono dei codici. 

Le mani nell’Amoureaux e nel Giudizio  

Tra queste due carte c’è un contrasto notevole a livello delle mani. Nel VI, tutti i personaggi si toccano, mentre nel XX non si toccano. Se il contrasto è così evidente è perché il Tarocco vuole mostrare l’opposizione totale tra le due carte. Questo codice è molto interessante perché esprime anche la differenza tra “toccare” e “non toccare”. 

Un’opposizione che sarà molto utile nella lettura del Tarocco ma anche nello studio dell’esoterismo più elevato in particolare nella relazione con il “Noli me tangere” quando Gesù, il giorno della resurrezione dice a Maria Maddalena: non mi toccare. 

Le mani nell’Appeso e nel Mondo 

La presenza di un codice delle mani nel VI e nel XX, rafforza l’idea che vi sia un codice delle mani anche nelle carte del XII e del XXI. L’Appeso nasconde le mani, mentre il personaggio centrale della carta del Mondo le mostra. C’è un’opposizione totale in queste due carte. 

La gamba incrociata dell’Appeso e del Mondo 

Tutte e due le carte hanno le gambe incrociate. Si tratta di un codice che si esprime al meglio nella legge della rassomiglianza. All’interno di questa rassomiglianza, tuttavia c’è una differenza: non si tratta della stessa gamba. 

Ti chiederai perché hanno tutte e due le gambe incrociate…la spiegazione risiede nella simbologia della gamba incrociata. Infatti simboleggia la croce del Cristo crocifisso. 

Il XII e il XXI sono due carte in relazione con la crocifissione, ed è la loro rassomiglianza. Ma L’Appeso rappresenta l’aspetto inferiore alienato del crocifisso, colui che supplica di morire. Al contrario, il Mondo rappresenta la resurrezione dopo la crocifissione, la vittoria sulla morte. 

È la ragione per la quale c’è una differenza all’interno di questa rassomiglianza. 

L’esoterismo distingue il sentiero della mano sinistra e il sentiero della mano destra, rispettivamente associate alla magia nera e alla magia bianca. Ora, l’Appeso è incatenato per la gamba sinistra, che simboleggia il suo lato terrestre ma anche il suo lato oscuro. Dunque, nel XII il lato oscuro del personaggio è incatenato e questo gli impedisce di avanzare ed evolversi. 

Al contrario, il personaggio del Mondo è dritto sulla sua gamba destra che simboleggia il suo lato celeste, luminoso. Dunque, il personaggio del Mondo è stabile sul suo lato spirituale e divino. 

La legge della differenza e il dualismo  

La legge della differenza è associata al dualismo. Quando due simboli o due concetti hanno in comune qualcosa, esiste sempre una differenza e questa differenza obbedisce al principio di dualismo. A volte, questa può essere difficile da decodificare, ma il dualismo è sempre presente. 

Bisogna cercare, se esiste da qualche parte un contrasto tra le due carte. Questo contrasto non è necessariamente espresso direttamente in quanto opposizione tra il terrestre e lo spirituale ma può essere semplicemente un’opposizione tra “seduto” e in “piedi”. 

Differenze tra il Diavolo e il Sole 

Il XV e il XVIIII hanno in comune la presenza di due piccoli personaggi collegati ad un personaggio più grande. Nel XVIIII il grande personaggio è il sole stesso. Una volta trovata la rassomiglianza, bisogna cercare la differenza o le differenze. Nel simbolismo il Sole rappresenta Dio. Il Diavolo incarna il suo contrario, dunque c’è un dualismo tra il Diavolo e Dio. Questo dualismo si esprime anche per il fatto che i piccoli personaggi sono incatenati in una carta e liberi nell’altra. 

Differenze tra il Matto e il Bateleur 

Le due carte hanno in comune la presenza di un uomo giovane, hanno i piedi per terra e sono i soli esseri umani nella propria carta. Una volta trovata la rassomiglianza, bisogna cercare qual è la differenza. Il Matto è spirituale e il Bateleur è terrestre. Il primo è in viaggio e l’altro no. Uno guarda verso il cielo e l’altro guarda per terra. Queste carte sono chiaramente un paio dualista. 

Su un livello semplice di codici, il Bateleur può rappresentare un tirocinante artigiano e il Matto lo stesso tirocinante artigiano che parte per realizzare il suo viaggio di tirocinante e diventare un artigiano e poi un maestro artigiano. 

Conclusione 

Quindi ogni volta che ci sono due simboli o due concetti comuni è possibile ritrovare delle differenze significative tra le due, cioè ritrovare una differenza all’interno della loro rassomiglianza.