La legge dell’eccezione

eccezione

La legge dell’eccezione si capisce bene confrontando il piano basso con il piano alto, abbiamo visto che ci sono delle eccezioni. 

Nel piano basso, le somiglianze di rilievo sono: 

  • Tutti vestiti 
  • Non c’è spazio per il cielo 
  • I personaggi sono umani 
  • Sono grandi 

Le eccezioni collegate sono: 

  • L’angelo nudo nel VI 
  • C’è spazio per il cielo nel VI 
  • L’angioletto non è umano nel VI 
  • I personaggi principali sono piccoli nel VI 

Curiosamente queste “eccezioni” principali si ritrovano tutte nella stessa carta: l’Amoureaux. 

Questa concentrazione di eccezioni nella stessa carta è molto significativa, in quanto il Tarocco ci vuole far notare l’esistenza di un’altra legge e cioè la legge dell’eccezione. 

Questa legge in parole povere dice:” tutti gli elementi sono simile ad eccezione di…” ed anche l’eccezione porta con sé un messaggio. 

A prima vista, guardando queste eccezioni nella fila bassa, si potrebbe pensare che queste siano delle imperfezioni. 

Non sarebbe stato più perfetto se nella fila bassa, tutti i personaggi, senza eccezioni, fossero stati vestiti, grandi e umani? 

Questa domanda gli è stata posta veramente e lui ha risposto che se fosse così la maggior parte dei codici non esisterebbero…lo schema d’insieme sarebbe talmente semplificato che non ci sarebbe più nulla da scoprire. 

Quindi, ogni eccezione è come un “occhiolino” del Tarocco che spinge a meditare sulla differenza che l’eccezione porta con sé, permettendo di stabilire una connessione, un legame con le altre carte o con un altro piano. 

Questa legge porta decine di codici supplementari. 

Per esempio, la presenza dell’angelo, nella fila bassa, preannuncia la venuta del piano celeste che è situato nella terza fila. L’angelo agisce come una spinta, focalizzandoci sull’angelo siamo proiettati sul piano celeste. 

Può sembrare fantasioso ma ecco la conferma…. 

Alla fine della fila bassa, c’è un’indicazione del passaggio verso il piano celeste. Osservando bene in alto la carta del Carro, c’è un baldacchino stellato al di sopra della testa del personaggio e sono proprio queste stelle ad annunciare il piano celeste. 

Osservando ancora, notiamo che le prime sei carte, portano nel loro cartiglio il nome di un personaggio umano mentre la settima carta porta il nome di un veicolo: il carro. 

Ora, esiste un gruppo di stelle chiamate “il grande carro” appartenente alla costellazione dell’Orsa Maggiore. 

Il simbolismo di questo asterismo del Carro, suggerisce che la carta del carro può servire a viaggiare verso il cielo cioè il piano celeste. 

Quindi nella carta VI e VII, si ritrovano dei codici che dicono che alla fine del piano umano, il pellegrino si dirige verso gli angeli e le stelle, ovvero si dirige verso il piano celeste. 

Sul piano umano, l’angelo del VI, osserva il pellegrino trasformarsi in un vincitore. 

Nel piano intermedio, il pellegrino si dovrà trasformare a sua volta in un angelo, un servitore dell’umanità, come è sottolineato anche nella carta di Temperanza. 

La presenza di un angelo nel piano umano permette di stabilire una relazione diretta con il piano celeste. L’angelo della carta VI osserva gli esseri umani che non lo vedono e non lo sentono. 

Questo significa che il piano celeste è già sottilmente presente nel piano umano e che gli esseri umani sono osservati dagli esseri del piano celeste anche se non ne sono coscienti. 

Questo è molto interessante dal punto di vista filosofico, religioso ed esoterico. 

L’annuncio dei due piani superiori 

Se guardiamo ancora le ultime due carte del piano umano e cioè il VI e il VII esse annunciano le due file superiori. 

Come si nota, il piano intermedio termina con un angelo e nella fila di mezzo, il pellegrino deve diventare simbolicamente un angelo, allo scopo di potersi dirigere poi verso il piano celeste. 

Il piccolo angelo del VI annuncia dunque l’inizio della fila intermedia e cioè diventare come l’angelo di Temperanza. 

La carta seguente, cioè il VII con le stelle annuncia l’inizio della fila alta: si trasforma per diventare il personaggio del Mondo. 

Conclusione 

In un insieme di carte, se una si distingue per un simbolo o un concetto opposto a tutte le altre, il Tarocco esprime così che bisogna concentrarsi su questa carta che contiene l’eccezione perché c’è un messaggio. 

In un insieme di simboli identici, se uno di loro si distingue dagli altri tramite un significato opposto, occorre concentrarsi su questo simbolo perché c’è un messaggio da scoprire. 

Per esempio, in una lettura si potrebbe vedere che: 

  • I personaggi sono tutti seduti tranne uno. 
  • Sono tutti vestiti tranne uno e viceversa. 
  • Le carte sono tutte dritte, tranne una.