Tarocchi e Maria Maddalena

Tarocchi e Maria Maddalena

Come ho scritto in un precedente articolo, un mio meccanismo di difesa è quello di essere invisibile. 

Ciò significa che, inconsapevolmente, faccio delle azioni che mi fanno stare nella situazione di invisibilità. 

Per rendermi conto che qualcosa non andava ho avuto bisogno di non uno ma ben due eventi “strani”, al punto che anche mio marito si è dovuto ricredere. 

Mi ricordo la sua faccia sbigottita, anche perché mi ero già lamentata di questa sensazione di essere invisibile ma in sostanza non ci credeva. 

Dopo questi episodi si è dovuto ricredere. 

Il primo evento strano è stato a Milano, in occasione del corso per imparare a leggere gli arcani minori dei tarocchi di Marsiglia e il secondo è stato a Saint Maximin la Sainte Baume, in occasione di altri corsi sempre per imparare a leggere i tarocchi.  

Faccio una breve digressione perché a Saint Maximin la Sainte Baume c’è la Basilica di Santa Maria Maddalena che, a mio avviso, merita davvero di essere visitata.

In questa basilica sono custodite le reliquie di Santa Maria Maddalena. 

Saint Maximin la Sainte Baume si trova in Provenza, tra Aix-en-provence e Brignoles. 

Per arrivarci si attraversa la Camargue…è bellissimo il tragitto! Se hai occasione di andare a visitare il luogo non te ne pentirai! 

La basilica è avvolta dalla leggenda….mi ricordo che nei corsi con Philippe Camoin questo mito era all’ordine del giorno….

Tarocchi e Maria Maddalena….

….infatti sembra che all’interno dei Tarocchi attraverso codici e simboli ci sia rappresentata anche Maria Maddalena. 

La leggenda narra che Maria Maddalena o Maria di Betania, sorella di Marta e Lazzaro, in fuga dalla persecuzione da parte di Erode, avrebbe trovato rifugio in Provenza con il fratello e la sorella. 

Avrebbe abitato per 30 anni in una grotta nel massiccio di Sainte Baume mentre evangelizzava la regione. 

Quando morì fu sepolta a Saint Maximin la Sainte Baume, nel luogo che sarebbe diventata l’attuale cripta della basilica che sarà custodita dai monaci, discepoli di San Cassiano, provenienti dall’Abbazia di Saint-Victor a Marsiglia….. 

Annessa alla basilica c’è una costruzione, che era un convento, che è stato trasformato in un hotel. 

Io ero alloggiata proprio in questo ex convento, quando ho fatto gli altri corsi per imparare a leggere i Tarocchi di Marsiglia. 

Un posto bellissimo….e le colazioni erano spettacolari…….ti chiederai cosa caspita centra questa informazione….in realtà niente ma io sono golosa, dunque queste cose le noto subito😊. 

Tornando al tema centrale dell’articolo, l’episodio che ho trovato strano è stato che parlando con le altre persone del corso, loro non mi vedevano.  

La scena era questa…

io cercavo di interagire con le persone del corso ma il loro comportamento era come se non mi vedessero…io domandavo e nessuno rispondeva…se non sapevano cosa rispondere bastava dire un semplice non lo so….invece nulla, il vuoto. 

In questo frangente lo avevo trovato strano, tuttavia non avevo dato quell’importanza che in realtà meritava. 

Quando poi mi è ricapitato, e l’occasione è stato il corso tenutosi a Saint Maximin la Sainte Baume, ho capito che non era un caso. 

Ovviamente questi due episodi sono stati talmente evidenti che non potevo proprio far finta di niente….

ma in realtà eventi meno eclatanti si erano già presentati tempo addietro per cercare di farmi capire che c’era qualcosa da sistemare. 

Ricordo che avevo cercato di capire il collegamento di questi eventi con la mia realtà attraverso un consulto con Philippe Camoin ma un po’ per colpa della domanda posta male, un po’ il problema della lingua non sono riuscita ad approdare a nulla. 

Raccontando questo episodio, voglio dire anche che l’universo ti mette in condizioni di poter “vedere” il problema che devi risolvere per poterti evolvere.

Quello che è importante è non dare la colpa agli altri, nel senso che io inizialmente pensavo che le persone fossero veramente cafone……

….possibile che la gente maleducata la incontravo solo io?  

La domanda più giusta da farsi era perché incontravo persone così, ma all’epoca cercavo le risposte ancora all’esterno. 

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